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Una storia del libro che è piuttosto un “romanzo del libro”, un racconto avventuroso: quasi un’autobiografia scritta dal libro stesso. Libro come contenitore e come contenuto, come veicolo di un autentico soffio creatore o di una comunicazione importante, o ancora di una “onorevole” volgarizzazione. Ancora, il libro come scintilla di rivoluzioni o custode di segreti corporativi, a volte oggetto di vezzo per i salotti buoni, altre volte oggetto pericoloso da bandire o da distruggere. Una storia del libro che è quindi anche una storia del “carattere”, dai geroglifici agli innovatori Didot, Fournier e Bodoni, ma anche una storia della stampa dalla Cina all’Europa, grazie al segreto della carta carpito prima ai cinesi e poi agli arabi. Il libro, infine, come oggetto di scambio e di mercato, dall’era industriale a oggi, ma anche oggetto di culto appassionato per gli amatori, con una sezione finale dedicata ai “templi del libro”: le biblioteche più famose del mondo o che hanno “fatto la storia”.

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La storia pubblica e privata dei Rolling Stones raccontata dalle fotografie di Michael Putland.

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Per gli antichi greci la hybris era il peccato peggiore che un capo potesse commettere. Era l’atteggiamento di somma tracotanza con cui i mortali, nella loro follia, si opponevano agli dèi. Chi peccava cadeva in disgrazia, precipitava da grandi altezze a profondità inimmaginabili. Dopo aver scritto numerosi libri sulla guerra nelle sue varie forme, Alistair Hor-ne riflette su quali sono i tratti comuni che contraddistinguono i conflitti armati nel corso della storia. Tra quelli che emergono con maggiore evidenza c’è proprio la hybris, nel Novecento in particolare. Perché i generali vittoriosi non sanno quando è il momento di fermarsi? Nel corso del 1941, la hybris avrebbe indotto Hitler a commettere, uno dopo l’altro, i tre enormi errori della sua carriera, errori di proporzioni storiche e fatali: l’operazione Barbarossa, la decisione di invadere la sterminata terra di Russia; la tardiva decisione di attaccare Mosca, costi quel che costi – come aveva fatto Napoleone un secolo e mezzo prima; la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti l’11 dicembre, soltanto una settimana dopo che la sua offensiva su Mosca si era alla fine bloccata. È quella la data in cui Hitler perde definitivamente la fiducia nei suoi generali per confidare solo nella propria stella. Se la hybris è parte della condizione umana, profondamente radicata, persistente, pervasiva e potenzialmente letale, cosa possiamo fare oggi per evitarne le conseguenze? “Con il mondo di fronte a pericoli sempre più minacciosi provenienti da leader ambiziosi, da bande di signori della guerra e terroristi, dobbiamo tenere conto

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Nel 1945 l’Europa è in ginocchio. La guerra ha lasciato ovunque macerie morali e materiali. Milioni di persone vagano per il continente alla ricerca di un luogo sicuro, della salvezza o di un vagheggiato ritorno a casa. Su questo panorama sta per calare una cortina di ferro che la dividerà in blocchi ideologici contrapposti. Oggi, a quasi trent’anni dalla caduta del muro, le ‘due Europe’ sono soltanto un ricordo. In un continuo confronto tra Est e Ovest, Tony Judt, una delle figure intellettuali più incisive del nostro tempo, riscrive la storia del dopoguerra a partire da un’interpretazione inedita: quell’anno fatale non è stato l’inizio di una nuova epoca, piuttosto l’avvio di una fase di transizione durata per oltre mezzo secolo. Da una parte seguiamo gli eventi che dalla rivolta ungherese del 1956 portano alla primavera di Praga, al crollo dell’URSS e al divampare dell’odio etnico nell’ex Iugoslavia. Dall’altra il Piano Marshall, le dittature fasciste di Franco e Salazar, la decolonizzazione e l’immigrazione, il ’68, il pontificato di Karol Wojtyla. In questo mosaico stanno fianco a fianco con pari dignità gli effetti del boom economico, il movimento femminista, il cinema italiano, i Beatles e le mode giovanili. Il risultato è un affresco epico e attento ai dettagli, capace di restituire il carico di speranze e di fiducia nel futuro che ha rimesso in marcia il nostro continente.

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Una divertente controstoria dell’arte contemporanea, un album di ricordi e uno spregiudicato memoir epistolare, ma anche un testamento spirituale che contiene, condensata, l’eredità artistica di un’epoca intera.

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Il rock è una forma d’arte E in alcuni casi, una forma d’arte suprema paragonabile per valori, influenza e longevità alle più straordinarie espressioni di talento, creatività e fantasia della storia dell’uomo Ma è una forma d’arte popolare Indissolubilmente legata a tempi, luoghi e contesti socio-culturali che l’hanno generata Per capirla, apprezzarla, o amarla ancora di più, questo libro ne racconta la storia Una storia lunga 60 anni e che inizia il 5 luglio 1954, nel giorno in cui Elvis Presley ha inciso a Memphis il suo primo singolo…

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Le città sono centri di potere politico, economico, religioso e culturale e i mutamenti del tessuto urbano dimostrano la loro continua evoluzione e il loro adattamento a sfide nuove e spesso difficili. Dall’antica metropoli di Roma al primo nucleo di New York, dalla Londra del 1682 alla caotica Tokyo del 2014, questo libro illustrato esplora i centri urbani attraverso più di 70 piante di città e mappe storiche. Close-up, particolari e focus rivelano i dettagli nascosti e presentano le figure dei cartografi che hanno interpretato il mondo attraverso le loro opere.

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Le mappe rivelano molto più della semplice geografia: sono una finestra sulla cultura, le credenze e la storia delle grandi civiltà del mondo. Questo libro illustrato esplora più di 60 tra le mappe maggiormente influenti per l’uomo e fornisce una visione unica di come i cartografi hanno plasmato e rappresentato il loro mondo. Mostrando come e perché ciascuna di esse è stata realizzata, “Le grandi Mappe” offre un’analisi approfondita e utilizza close-up e particolari per rivelare dettagli nascosti.

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“Mentre ero in volo sul Pacifico e guardavo pigramente dal finestrino l’oceano illuminato dalla luna, mi si presentò alla mente, con una forza piuttosto inquietante, la consapevolezza di non sapere nulla dell’unico pianeta sul quale mi sarebbe mai capitato di vivere” Quanto è grande, infatti, il nostro pianeta? Come è fatto? Quali leggi ne governano il moto, la natura e i fenomeni? Per colmare questa lacuna, Bill Bryson decide di partire per un viaggio molto diverso da quelli che ci ha raccontato nei suoi libri: un viaggio nel mondo del sapere scientifico, per narrarci la storia dell’universo e farci comprendere, senza inutili difficoltà, la teoria della relatività e le sue conseguenze, i segreti del Big Bang, le leggi dell’evoluzionismo, la comparsa dell’uomo sulla terra, la doppia elica del DNA e molto altro …

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