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Una storia del libro che è piuttosto un “romanzo del libro”, un racconto avventuroso: quasi un’autobiografia scritta dal libro stesso. Libro come contenitore e come contenuto, come veicolo di un autentico soffio creatore o di una comunicazione importante, o ancora di una “onorevole” volgarizzazione. Ancora, il libro come scintilla di rivoluzioni o custode di segreti corporativi, a volte oggetto di vezzo per i salotti buoni, altre volte oggetto pericoloso da bandire o da distruggere. Una storia del libro che è quindi anche una storia del “carattere”, dai geroglifici agli innovatori Didot, Fournier e Bodoni, ma anche una storia della stampa dalla Cina all’Europa, grazie al segreto della carta carpito prima ai cinesi e poi agli arabi. Il libro, infine, come oggetto di scambio e di mercato, dall’era industriale a oggi, ma anche oggetto di culto appassionato per gli amatori, con una sezione finale dedicata ai “templi del libro”: le biblioteche più famose del mondo o che hanno “fatto la storia”.

Per gli antichi greci la hybris era il peccato peggiore che un capo potesse commettere. Era l’atteggiamento di somma tracotanza con cui i mortali, nella loro follia, si opponevano agli dèi. Chi peccava cadeva in disgrazia, precipitava da grandi altezze a profondità inimmaginabili. Dopo aver scritto numerosi libri sulla guerra nelle sue varie forme, Alistair Hor-ne riflette su quali sono i tratti comuni che contraddistinguono i conflitti armati nel corso della storia. Tra quelli che emergono con maggiore evidenza c’è proprio la hybris, nel Novecento in particolare. Perché i generali vittoriosi non sanno quando è il momento di fermarsi? Nel corso del 1941, la hybris avrebbe indotto Hitler a commettere, uno dopo l’altro, i tre enormi errori della sua carriera, errori di proporzioni storiche e fatali: l’operazione Barbarossa, la decisione di invadere la sterminata terra di Russia; la tardiva decisione di attaccare Mosca, costi quel che costi – come aveva fatto Napoleone un secolo e mezzo prima; la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti l’11 dicembre, soltanto una settimana dopo che la sua offensiva su Mosca si era alla fine bloccata. È quella la data in cui Hitler perde definitivamente la fiducia nei suoi generali per confidare solo nella propria stella. Se la hybris è parte della condizione umana, profondamente radicata, persistente, pervasiva e potenzialmente letale, cosa possiamo fare oggi per evitarne le conseguenze? “Con il mondo di fronte a pericoli sempre più minacciosi provenienti da leader ambiziosi, da bande di signori della guerra e terroristi, dobbiamo tenere conto

Nel 1945 l’Europa è in ginocchio. La guerra ha lasciato ovunque macerie morali e materiali. Milioni di persone vagano per il continente alla ricerca di un luogo sicuro, della salvezza o di un vagheggiato ritorno a casa. Su questo panorama sta per calare una cortina di ferro che la dividerà in blocchi ideologici contrapposti. Oggi, a quasi trent’anni dalla caduta del muro, le ‘due Europe’ sono soltanto un ricordo. In un continuo confronto tra Est e Ovest, Tony Judt, una delle figure intellettuali più incisive del nostro tempo, riscrive la storia del dopoguerra a partire da un’interpretazione inedita: quell’anno fatale non è stato l’inizio di una nuova epoca, piuttosto l’avvio di una fase di transizione durata per oltre mezzo secolo. Da una parte seguiamo gli eventi che dalla rivolta ungherese del 1956 portano alla primavera di Praga, al crollo dell’URSS e al divampare dell’odio etnico nell’ex Iugoslavia. Dall’altra il Piano Marshall, le dittature fasciste di Franco e Salazar, la decolonizzazione e l’immigrazione, il ’68, il pontificato di Karol Wojtyla. In questo mosaico stanno fianco a fianco con pari dignità gli effetti del boom economico, il movimento femminista, il cinema italiano, i Beatles e le mode giovanili. Il risultato è un affresco epico e attento ai dettagli, capace di restituire il carico di speranze e di fiducia nel futuro che ha rimesso in marcia il nostro continente.

Una divertente controstoria dell’arte contemporanea, un album di ricordi e uno spregiudicato memoir epistolare, ma anche un testamento spirituale che contiene, condensata, l’eredità artistica di un’epoca intera.

Il rock è una forma d’arte E in alcuni casi, una forma d’arte suprema paragonabile per valori, influenza e longevità alle più straordinarie espressioni di talento, creatività e fantasia della storia dell’uomo Ma è una forma d’arte popolare Indissolubilmente legata a tempi, luoghi e contesti socio-culturali che l’hanno generata Per capirla, apprezzarla, o amarla ancora di più, questo libro ne racconta la storia Una storia lunga 60 anni e che inizia il 5 luglio 1954, nel giorno in cui Elvis Presley ha inciso a Memphis il suo primo singolo…

Le città sono centri di potere politico, economico, religioso e culturale e i mutamenti del tessuto urbano dimostrano la loro continua evoluzione e il loro adattamento a sfide nuove e spesso difficili. Dall’antica metropoli di Roma al primo nucleo di New York, dalla Londra del 1682 alla caotica Tokyo del 2014, questo libro illustrato esplora i centri urbani attraverso più di 70 piante di città e mappe storiche. Close-up, particolari e focus rivelano i dettagli nascosti e presentano le figure dei cartografi che hanno interpretato il mondo attraverso le loro opere.

Le mappe rivelano molto più della semplice geografia: sono una finestra sulla cultura, le credenze e la storia delle grandi civiltà del mondo. Questo libro illustrato esplora più di 60 tra le mappe maggiormente influenti per l’uomo e fornisce una visione unica di come i cartografi hanno plasmato e rappresentato il loro mondo. Mostrando come e perché ciascuna di esse è stata realizzata, “Le grandi Mappe” offre un’analisi approfondita e utilizza close-up e particolari per rivelare dettagli nascosti.

“Mentre ero in volo sul Pacifico e guardavo pigramente dal finestrino l’oceano illuminato dalla luna, mi si presentò alla mente, con una forza piuttosto inquietante, la consapevolezza di non sapere nulla dell’unico pianeta sul quale mi sarebbe mai capitato di vivere” Quanto è grande, infatti, il nostro pianeta? Come è fatto? Quali leggi ne governano il moto, la natura e i fenomeni? Per colmare questa lacuna, Bill Bryson decide di partire per un viaggio molto diverso da quelli che ci ha raccontato nei suoi libri: un viaggio nel mondo del sapere scientifico, per narrarci la storia dell’universo e farci comprendere, senza inutili difficoltà, la teoria della relatività e le sue conseguenze, i segreti del Big Bang, le leggi dell’evoluzionismo, la comparsa dell’uomo sulla terra, la doppia elica del DNA e molto altro …

La Rivoluzione russa del 1917 ha destabilizzato l’assetto politico dell’Europa e del mondo intero. Le interpretazioni storiografiche sono state molteplici e molto combattuto è stato il dibattito che ne è scaturito. Negli ultimi anni, dopo il crollo dell’URSS, il dibattito si è fatto meno politicizzato ma che ruolo ha avuto davvero Lenin? Sebestyen ci mostra Lenin e la Rivoluzione da una prospettiva nuova basandosi su una collezione vastissima di carte inedite: documenti, lettere, diari privati.

La prima battaglia documentabile deve essere avvenuta attorno al 1350 aC e riguarda un certo Abdi-Heba, piccolo monarca di una località che gli egizi chiamano Urushalim, sulle colline oltre il deserto al di là del Mar Rosso; il re probabilmente viene circondato da qualche popolo cananeo e chiede aiuto al faraone, implorando: “Sono come una nave nel mezzo del mare!” È la prima volta che viene scritto, ma la sindrome da accerchiamento si ripeterà ancora e ancora, molte volte nel corso dei secoli, sulle colline di Yerushalàim, Jerusalem, Al Quds “la santa” La prima conquista documentata della città è quella di re Davide, mille anni prima dell’era volgare, e da lì in poi non passerà secolo, spesso neppure decennio, senza che qualcuno abbia combattuto attorno alle mura della città…

“La forma di una città cambia più in fretta – ahimè – del cuore degli uomini”: già Baudelaire avvertiva come ogni inevitabile trasformazione del paesaggio urbano si accompagnasse a struggimento e perdita Ma forse non è impossibile ritrovare il senso di un’armonia fra noi e i volti delle città italiane maggiormente rappresentative di quella luminosa civiltà che, nelle epoche passate, è stata un faro per il mondo intero Con atteggiamento fra ammirato e nostalgico, molte di quelle città vengono oggi definite “patrimonio dell’umanità” Guardiamole con occhi nuovi, come fanno queste pagine, e lasciamo che a venirci incontro siano immagini originali e inedite, tratteggiate a partire dalle testimonianze di visitatori illustri che ne hanno saputo cogliere lo spirito autentico “

Migrazioni, invasioni, esodi, anabasi, deportazioni: la storia dei popoli è segnata dal procedere collettivo dei viaggi Al di là di questi cataclismi umani, sono singoli personaggi ad assumersi il compito di andare oltre l’orizzonte conosciuto Nell’interminabile percorso terrestre di Marco Polo verso il Catai, in quello marittimo di Cristoforo Colombo che s’imbatte nel continente imprevisto, nelle peregrinazioni dei mercanti avventurieri veneziani, genovesi, fiorentini ritroviamo una stessa visionaria temerarietà Ma proprio le loro vicende valgono a ricordarci che spirito ardimentoso di avventura e volontà di dominio nell’Europa dei potentati sono inscindibili…

Il 3 aprile 1917, dopo anni di esilio, Vladimir Il’ic Ul’janov, noto tra i rivoluzionari come Lenin, parte da Zurigo per far ritorno in Russia. Ad accoglierlo alla stazione Finlandia di Pietrogrado un’enorme folla festante. Dopo un lungo ed estenuante viaggio attraverso la Germania, la Svezia e la Lapponia, Lenin non appare affatto stanco. Attende questo momento da anni e a giudicare dal tripudio di bandiere rosse e manifesti che ricoprono le vie intorno alla stazione il suo arrivo è celebrato come quello di un messia. Nell’Europa sfiancata dalla Grande guerra, la Triplice alleanza e la Triplice intesa si fronteggiano ormai da anni e il conflitto sembra trascinarsi senza una fine. Gli uomini al fronte sono esausti e i governi ossessionati dalla ricerca di nuovi armamenti, nuove strategie, nuove alleanze. Spezzare le coalizioni è diventato un obiettivo primario e la contropropaganda nei paesi nemici l’arma principale. Nella Germania del Kaiser Guglielmo II, un gruppo di funzionari ha un’idea brillante: perché non alimentare il caos che domina in Russia favorendo il ritorno di Lenin e dei suoi compagni? Mentre il treno piombato messo a disposizione dai tedeschi taglia da sud a nord l’Europa dilaniata dalla guerra, le grandi potenze occidentali danno il via alle loro macchinazioni: agenti segreti, loschi affaristi, militari ribelli e idealisti appassionati, cominciano a vorticare intorno all’impassibile leader bolscevico.

Come eravamo Come siamo – Immaginate di avere di fronte i due protagonisti di questo libro Il primo è un giornalista anziano, Paolo L’altro è una ragazza sui vent’anni, Carlotta, bella, sfrontata e ignorante Che cosa credete stiano facendo? Se pensate all’inizio di un rapporto a luci rosse, vi sbagliate In realtà Carlotta, figlia di un amico, ha accettato di assistere Paolo nella stesura delle proprie memorie Ecco, avete tra le mani il diario del loro lavoro Un racconto dell’Italia com’era qualche decennio fa e una previsione dell’Italia che sta cambiando sotto i nostri occhi Cambia in meglio? Per niente Siamo un paese che ha perduto se stesso Tanto da rendere inevitabile il titolo di questo libro: L’Italia non c’è più Come eravamo, come siamo Anzi, come saremo Sull’Italia del passato non ho dubbi Ci ho vissuto da bambino, quindi da studente e infine da cronista Ho fatto in tempo a vedere in carne e ossa Benito Mussolini, ancora in sella Poi la guerra e il terrore di morire sotto le bombe americane Le notti nei rifugi antiaerei che offrivano uno spettacolo di sorprendente umanità, comprese un po’ di ragazze senza vergogna e senza mutande I giorni sanguinosi della Liberazione…