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PietracheParla disse: “La Tribù dell’Eterna Caccia mi ha promesso che verrà un gatto, un gatto argenteo sconosciuto, che ci libererà di DenteAguzzo una volta per tutte”. Rupe domandò disperato: “Ma quando?”. “La Tribù dell’Eterna Caccia non ci ha mai mentito. Ho visto coi miei occhi la lucentezza del suo manto argenteo in una pozza illuminata dalla luna. Non ho proprio idea di quando né da dove arriverà, ma lo sapremo quando sarà qui. Fino ad allora, gatti della mia Tribù, possiamo solo aspettare”. Dopo aver ascoltato dal tasso Mezzanotte la terribile profezia sul destino dei Clan, i giovani gatti prescelti dagli antenati guerrieri devono tornare nella foresta per comunicare ai compagni il pericolo che incombe su di loro. Lungo il cammino incapperanno nella Tribù delle Acque Impetuose, che attende l’arrivo di un gatto argenteo che la liberi da una minaccia mortale… Il secondo capitolo della nuova serie dei Warrior Cats trascina in un vortice di avventure, pericoli e colpi di scena: riusciranno i gatti prescelti dal Clan della Stella a fare ritorno nella foresta e a fermare i Bipedi prima che sia troppo tardi?

Non c’è pace per i Clan della foresta: MantodiLava, sciamana del Clan del Tuono, ha una visione in cui tigre e fuoco sono uniti, e la foresta è in pericolo. Intanto, i grandi guerrieri del passato si sono riuniti per scegliere quattro gatti, uno per ogni Clan, da inviare in una missione speciale: raggiungere un luogo sconosciuto e ascoltare cosa ha da dire la mezzanotte. Prima però devono trovare la grotta buia con i denti e la distesa infinita di acqua in cui il sole affoga, creando una scia rosso sangue.

L’amore per la libertà, la fede nel codice guerriero, la lealtà al proprio Clan e al Clan della Stella basteranno a salvarli dalla distruzione delle ruspe? Il terzo volume della seconda serie, quello della svolta definitiva e anche il più richiesto dagli affezionati alla saga. Dopo un viaggio estenuante e pericoloso, i gatti prescelti dal Clan della Stella sono tornati nella foresta. Ma nulla è più come prima. I Clan sono piegati dalla fame e i Bipedi stanno ormai occupando il loro territorio con le ruspe. La profezia è chiara: per evitare la distruzione totale, devono lasciare la foresta. Insieme. E mettere da parte le rivalità millenarie…

Dalla nascita di Matt, alle sue prime parole, dal primo giorno di scuola, ai colloqui di Mamma Bise con gli insegnanti. Dal fidanzato di Mamma Bise, all’incontro di mamma con la ragazza di Matt, o alla conquista della patente. In questa storia gli appassionati del duo potranno ritrovare gli sketch visti nei filmati, ma anche scene inedite, non realizzabili nei video, create appositamente per il libro, in cui Matt&Bise hanno potuto dare libero sfogo alla loro immaginazione e comicità.

segna il ritorno di Holly Black ai romanzi delle origini che l’hanno fatta conoscere, e amare, dai lettori: fiaba moderna dalle sfumature dark, appassionante e ricca di colpi di scena – Nel profondo della foresta c’era una bara di vetro che giaceva sulla nuda terra. Dentro vi riposava un ragazzo con le corna in testa e orecchie affilate come coltelli… Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade… sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.

Una ragazzina che proprio non ce la fa a tenere la lingua a freno E affronta il mondo nel solo modo che conosce: a rotta di collo «Potreste pensare che questa non sia una storia vera, perché una parte di essa contiene cose a cui è difficile credere, ma vi assicuro che non c’è niente di inventato, dall’inizio alla fine Vi dirò la pura verità, dal principio alla fine Vi dirò che i miei amici mi chiamano Dot, e che preferisco che i miei nemici non mi chiamino affatto Si tratta di una grande avventura? Be’, nessuno andrà sulla luna o scalerà una montagna altissima Ma per me è un’avventura È la mia vita quotidiana» – Niente è stato facile per Dorothy «Dot» Sherman Ma se mai c’è stata una ragazzina capace di prendere la vita e rivoltarla, be’, è lei…

Non ho più niente da mettermi! ». Dopo avere letto Come mi vesto oggi? – Il look book della Parigina non potrete più dirlo. Con i basici giusti (pantaloni neri, camicia bianca, ballerine, ecc.) Ines de la Fressange ha ideato 50 semplicissime ricette per dimostrare che esiste uno stile giusto sia per parlare con il proprio banchiere, sia per andare a cena con il proprio ex. Con questo compendio di look anche chiedere un aumento diventa un’occasione d’eleganza. In 160 pagine piene d’illustrazioni scoprirete che lo stile non è sempre innato, ma che lo si può benissimo imparare. Come mi vesto oggi? vi insegna anche gli errori da non commettere in fatto di moda e le astuzie per avere classe. Da leggere con moderazione se volete che il vostro look diventi senza tempo. Ossia immortale. Viva lo stile della Parigina!

Il populismo si è manifestato in forme molto diverse nel corso della storia, tra la fine dell’Ottocento e l’intero secolo breve; e anche oggi, la nuova disseminazione populista in Europa e negli Stati Uniti presenta differenze interne notevolissime, quelle che passano ad esempio tra la vittoria di Donald Trump e l’ascesa di Marine Le Pen. Ma un denominatore comune c’è: il populismo è sempre indicatore di un deficit di democrazia, cioè di «rappresentanza». Un deficit «infantile», per cosi dire, per i populismi delle origini, sintomo di una democrazia non ancora compiuta; e un deficit «senile», quando cresce il numero di cittadini che non se ne sentono più «coperti». Il populismo attuale – questa la tesi centrale del libro – è del secondo tipo: rappresenta una sorta di «malattia senile della democrazia». Il sintomo di una crisi di rappresentanza che si estende alla forma democratica stessa. È il segno più preoccupante del rapido impoverimento delle classi medie occidentali sotto il peso della crisi economica; ma anche della sconfitta storica del lavoro – e delle sinistre che lo rappresentarono – nel cambio di paradigma socio-produttivo che ha accompagnato il passaggio di secolo.

è la prima prova letteraria di Ilaria Macchia: una costellazione di congegni narrativi esatti, che – legati tra loro da fili invisibili, spazi duttili che invitano a essere colmati con l’immaginazione – costruiscono il ritratto di una donna complessa: inquieta ma spaventatissima, pungente ma bellissima, come le meduse che danno il titolo all’ultimo racconto. E che, proprio come le meduse, nuota “in una direzione e nell’altra, senza sapere dove andare”: un personaggio capace di parlare a ognuno di noi – Sette piccole esplosioni, sette pezzi della vita di una donna, sette racconti. La protagonista di queste storie si chiama Irene. Di lei sappiamo che si sente sempre nuda di fronte agli sguardi della gente, che ha un corpo che sembra perfetto ma se ne vergogna, gambe splendide sulle quali spesso barcolla, e una tendenza a scappare – di casa, dall’amore, da tutti i legami – ma poi, sempre, a tornare. Questi racconti fotografano i momenti in cui la sua vita ha subìto uno strappo, in cui è accaduto qualcosa che ha determinato un’inversione di rotta: la volta che è andata al funerale di una sconosciuta, la volta che si è innamorata di un ragazzo che le è andato a sbattere addosso in un vicolo di Lecce, la volta che si è rifugiata con suo figlio in un armadio per nascondersi dai fantasmi, la volta che sua sorella l’ha battuta in una gara di nuoto, la volta che i suoi genitori le sono sembrati bambini, e le mille volte che è tornata da Piero, che ha occhi neri, mani perfette, una moglie, un figlio, ed è l’unico uomo che Irene non riesce a lasciare.

Laura ha diciassette anni e ama il pattinaggio più di ogni altra cosa. È solo lì, sul ghiaccio, che si sente davvero se stessa. Perché fin da quando è nata non può vedere i colori e il mondo è spesso una trappola in bianco e nero. Paolo è l’unico a capire cosa ciò significhi per lei. Sono cresciuti insieme in un paesino sul lago di Como e sanno tutto l’uno dell’altra. Ma un giorno, dietro il bancone di un pub, Laura vede Geo, che ha qualche anno più di lei, un passato misterioso e uno sguardo che la fa vacillare. Non riesce a vedere il colore di quegli occhi, eppure sa che da quell’incontro la sua vita non sarà più la stessa.

Succede sempre. Per fioristi, vivaisti, e cataloghi online, tutte le loro piante sono facili da tenere, con poche esigenze, pronte a rifiorire anno dopo anno, inattaccabili da qualunque parassita. Salvo poi, una volta piantate, passare a miglior vita in breve tempo. Stanco di veder appassire e morire piante comprate a caro prezzo, l’autore ha deciso di stilare un elenco di piante scrivere un libro-verità sulle qualità di piante da scegliere per il giardino per andare a colpo sicuro.

Sono passati 10 anni da quando Tommi e i suoi compagni hanno deciso di non giocare più a calcio insieme, ma la storia delle Cipolline riprende con la squadra delle nuove leve, allenate da spillo. Nel frattempo Tommi, dopo l’esordio positivo in Serie A, viene prestato al Venezia…

L’ingegnere Augusto C è uomo metodico, rigoroso, arido di parole, e pugliese di Manduria, cittadina dai tetti piatti nel Salento meno noto, famosa per il suo vino rosso, il Primitivo, tramandato nei secoli a partire dagli antichi Messapi Augusto C è stato il direttore della fabbrica di acciaio più grande d’Italia; accusato di una continuativa e consapevole forma di disastro ambientale da sversamento di sostanze nocive nell’aria, adesso è agli arresti domiciliari Così, chiuso nei molti ma claustrofobici centotrentasette metri quadrati della sua casa, stagione dopo stagione, oggetto dell’opinione pubblica, Augusto C perde i suoi sensi; prima l’olfatto, il gusto, quindi il tatto, poi l’udito e infine la vista Accanto a lui c’è sempre Graziella, moglie, in primo luogo, ma donna forte, amante della cucina di quella loro terra dove arriva anche il salmastro del mare…