Rapsodia francese

18.50

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Descrizione

Sulle note di una vecchia canzone può riaccendersi la felicità. Infatti, anche se non avremo vent’anni per sempre, vero è che, per sempre, saremo «fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i nostri sogni». In questo romanzo corale, leggero e appassionato, Antoine Laurain fa rivivere le atmosfere e le storie che ci hanno fatto sognare nella Donna dal taccuino rosso – Trentatre anni dopo il suo smarrimento, una lettera arriva ad Alain Massoulier. Mittente una nota casa discografica parigina. Nel frattempo la rock band degli Hologrammes si è sciolta e tutti i suoi membri hanno preso strade diverse. Quando Alain, medico cinquantenne senza illusioni, andrà in cerca dei vecchi amici, scoprirà nuovi amori e vecchi tradimenti, figlie misteriose e donne innamorate, derive megalomani e pericolosi successi. Il medico cinquantenne Alain, che da giovanissimo suonava in una band musicale a Parigi, riceve dopo trentatre anni una lettera di ingaggio di una casa discografica, rimasta nascosta dietro all’armadio di un ufficio postale. La rivelazione tardiva scatena in lui una crisi ad ampio raggio sulla sua vita presente – il lavoro noioso e borghese, la moglie imbottita di sonniferi che lo tradisce, i figli ormai lontani – che lo porta a riflettere sulla radiosa possibilità di «come sarebbe potuta andare». Comincia cosí a cercare i vecchi membri della sua band che nel frattempo si sono fatti una vita, ma senza trovare il coraggio di contattarne direttamente due: la cantante, la bella Bérengère Leroy, di cui era segretamente innamorato ma che al tempo era fidanzata con JBM, produttore e finanziatore della band. E JBM, appunto, che è diventato uno degli uomini d’affari piú importanti di Francia e che vogliono candidare alle elezioni come «uomo politico nuovo», anche se lui non ne è molto convinto. Sposato con un’ereditiera senza amore, gentile e infelice, JBM prova affetto solo per la sua brillante e giovane assistente, Aurore, che ama come una figlia. JBM non lo sa ma Aurore è figlia di Bérengère, ed è stata cresciuta da un uomo che non era suo padre. C’è poi Sebéstien Vaugan, che nella band suonava il basso, che nel frattempo è diventato il leader megalomane di un gruppo di estrema destra. C’è l’artista contemporaneo Stan Lepelle, il batterista del gruppo, la cui ultima opera è un cervello di venticinque metri appena installato alle Tuileries. Lepelle ha una relazione con una giovane attrice di film porno russa (che alla fine del romanzo seduce Alain). C’è il figlio di un conducente del metrò che suonava il sintetizzatore e aspirava a comporre canzoni, Frédéric Lejeune, che ora si è trasferito in Thailandia e predica sulle bellezze dei locali contro l’animo ripugnante dei francesi, con un figlio che forse si è arruolato nell’Isis, forse no, ma che sicuramente è sparito. E infine c’è Pierre Mazard, fratello di JBM e paroliere del gruppo che, prima di morire, faceva l’antiquario a Parigi. Purtroppo delle canzoni del gruppo non esistono piú registrazioni o almeno cosí si crede. Ma, grazie all’ex russa di Lepelle che riesce a ritrovare un nastro, Alain mette online il loro singolo We are made the same stuff dreams are made of, l’hit ha un enorme successo e gli Hologrammes, infine, fanno ballare la Francia e il mondo.

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